Archive for the ‘1950 films’ Category

IL SOGNO DI UN CAMIONISTA

Cortometraggio regia di Guido LEONI, girato nel 1950, in bianco/nero

citato in due libri : STORIA DEL CINEMA ITALIANO -1949 (p289) e in STORIA DEL DOCUMENTARIO ITALIANO: immagini e culture dell’atro Cinema(p107).



Maracatumba… non è una rumba (1949)

Regia di Edmond Lozzi

Soggetto e Sceneggiatura Gaetano Amata

Durata 103 min

Colore B/N

Genere commedia, musical

Produttore Aldo Quinti

Casa di produzione General Film

Fotografia Romolo Garroni

Montaggio Mario Bonotti, Jenner Menghi

Musiche Franco Trinacria

Scenografia Franco Fontana, Vittorio Valentini

Trucco Enrico Terenzio

Attori:

TRAMA : 

Il rag. Filippo De Bellis è innamorato d’una ballerina, Ester. Un giorno Filippo viene rapito e portato in una fattoria dove un vecchio zio, che non conosce, gli comunica d’averlo nominato erede universale. Sopraggiunge intanto la compagnia di varietà, della quale fa parte Ester. A Filippo sembra di toccare il cielo col dito; ma la figlia del fattore, d’accordo col padre, ordisce una trama per far sì che Filippo si comprometta. In tal modo potrà costringerlo a sposarla ed entrerà in possesso della pingue eredità. Accade che Filippo, trovandosi per caso sul palcoscenico, rivela insospettate attitudini e decide di dedicarsi alla carriera artistica, al fianco d’Ester. Ma durante una partita di caccia, la figlia del fattore sorprende i due innamorati. Tra le due donne ha luogo un duello a fucilate e la figlia del fattore ha la peggio. Filippo ed Ester potranno finalmente sposarsi.

Duello nell’ombra (1950)

Regia/Director: Gaetano Amata

Produzione/Production: General Film Industria Cinematografica

Attori: Renato Rachel, Paolo Stoppa

censura: 7278 del 14-02-1950

Altri titoli: Duello all’ombra

TRAMA

Il conte Perri, ricco proprietario terriero, vecchio e stravagante, ha un fattore, Silvio, che lo deruba. Costui prodiga le sue cure al padrone, malandato in salute, temendo di perdere, alla di lui morte, ogni vantaggio. Quando il vecchio chiede di Filippo, il fattore da prima non comprende a chi egli si riferisca, ma poi scopre che a Roma esiste un nipote del conte di tal nome e s’affretta a farlo venire. Filippo è uno scapestrato e uno scemo, innamorato di una ballerina, Ester, che egli lascia a malincuore; ma Silvio gli mette alle costole la sua bella figliola, Corinna, che lo adesca  sfacciatamente per costringerlo a sposarla. Questi maneggi impressionano il vecchio conte, che muore; ma il di lui spirito aiuta Francesco a scoprire molti imbrogli e lo fa vincere alla roulette, finché un consiglio sbagliato gli fa riperder tutto. Poi lo spirito guida il nipote ad un convegno con Ester; infine mentre il conte, che non era morto, si rianima, Ester e Corinna si battono a fucilate. Prevale Ester, il piano del fattore è sventato e Francesco conquista il cuore della bella Ester.

 

Per salvarti ho peccato (1953)

Regia: Mario Costa
Sceneggiatura: Antonio Leonviola, Giorgio Capitani, Guido Malatesta, Anton Giulio Majano

Attori: Oscar Andriani, Liliana Bonfatti, Velia Cesari, Roberto Bruni, Bianca Doria, Raniero De Cenzo, Spartaco Garroni, Pierre Cressoy, Frank Latimore, Giuseppe Morelli, Maria Meucci, Gianfranco Nicotra, Maria Laura Rocca, Aldo Silvani, Gino Sinimberghi
Fotografia: Anchise Brizzi, Operatore di Macchina Romolo Garroni
Musiche: Franco Casavola
Produzione: ORCHIDEA FILM
Distribuzione: ZEUS FILM
Paese: Italia 1954
Genere: Drammatico
Durata: 97 Min


Trama :
Il piccolo Luigi, figlio di Guido e di Elena, soffre di un male misterioso. Per salvarlo, è necessario iniettare il suo sangue a persona sana dello stesso gruppo sanguigno: in tal modo sarà possibile ottenere degli anticorpi, che combattono e vincono l’infezione. Essendosi sottoposto ad analisi il sangue dei genitori, si scopre che non appartiene al gruppo sanguigno del bambino. Il risultato delle analisi prova che Luigino non è figlio di Guido, ed infatti dieci anni prima, Elena, per salvar la vita del marito, tenuto in ostaggio dai fascisti, ha subito il ricatto di Carlo Leder, concedendosi a lui. Il vero padre è ora in prigione, dove sconta il suo passato politico. Spinta dal suo amor materno, Elena si reca da lui e lo scongiura di sottoporsi all’esperimento consigliato dai medici. Carlo accondiscende a certe condizioni, ma ha in mente un piano d’evasione, che attua fuggendo dalla clinica, dopo aver subita la trasfusione del sangue. La polizia dà la caccia all’evaso, insieme a Guido, che ha superato lo sconforto e la ribellione, provocati nell’animo suo dalla rivelazione della colpa di Elena. Inseguito da Guido, Carlo precipita da un’impalcatura: trasportato morente in clinica, egli chiede ed ottiene che il suo sangue sia usato per ridar la salute a Luigino.

Un Americano a Roma (1954)

Directed by Steno
Writing credits Sandro Continenza, Lucio Fulci, Ettore Scola, Alberto Sordi, Steno
Cast : Alberto Sordi, Maria-Pia Casilio,Giulio Calì, Ilse Peterson, Rocco D’Assunta, Carlo Delle Piane, Anita Durante, Galeazzo Benti,Ivy Nicholson, Charles Fawcett, Caterine Alcajde, Leopoldo Trieste, Cristina Fantoni, Carlo Mazzarella, Vincenzo Talarico, Ignazio Leone, Pina Gallini, Ciccio Barbi, Ursula Andress
Produced by Dino De Laurentiis, Carlo Ponti
Original Music by Mario Abbado , Angelo Francesco Lavagnino
Cinematography by Carlo Montuori e Romolo Garroni (una parte)
Film Editing by Giuliana Attenni
Production Design by Piero Filippone        
Set Decoration by Luigi Gervasi      
Costume Design by Giorgio Veccia      
Makeup Department Marcello Ceccarelli
Second Unit Director Lucio Fulci
Sound Department Mario Morigi
Camera and Electrical Department Goffredo Bellisario

Il Lupo della Frontiera (1952)

Un film di Pietro SCANZIANI e Edoardo ANTON
Produzione SAFA PALATINO FILM
Attori : Maria FRAU e Pietro LULLI, TAMARA LEES
TONIO STELWART, FAUSTO GUERZONI, ADALBERTO RONI, AMEDEO TRILLI, RENATO MALAVASI, ATTILIO DOTTESIO, FILIPPO SCELZO
Direttori della Fotografia    CARLO CARLINI, ROMOLO GARRONI

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Fanfan la Tulipe (1952)

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Directed by Christian-Jaque
Writing : René Wheeler ; René Fallet ; Christian-Jaque ; Henri Jeanson ; René Wheeler
Dialogue : Henri Jeanson
Actors : Gérard Philipe, Gina Lollobrigida, Marcel Herrand, Olivier Hussenot, Henri Rollan, Nerio Bernardi, Jean-Marc Tennberg, Geneviève Page, Sylvie Pelayo, Lolita De Silva, Irène Young…
Producer : Francis Cosne, Georges Dancigers, Alexandre Mnouchkine
Original Music by Maurice Thiriet e Georges Van Parys
Cinematography by Christian Matras and Romolo Garroni
Film Editing by Jacques Desagneaux
Production Design by Robert Gys
Set Decoration by Pierre Charron, Georges Kougoucheff
Costume Design by Marcel Escoffier


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Amore e Smarrimento (1954)

Actors : FLORA LILLO, PIERO PALERMINI, LORIS GIZZI, TONY ANGELI, CORRADO ANNICELLI, AMEDEO TRILLI, ROBERTO BRUNI, NORA BELLINGZAGHI, WALTER CLIFT-LUCE, MANUEL ROERO.
Directors, FILIPPO WALTER RATTI
Director Of Photography, ROMOLO GARRONI
Composer, MARCELLO GIGANTE
Produced by Albino Principe
Film Editing by Nina Del Sordo
Production Design by Manoel Roero
Second Unit Director Marcello Novack
Production Companies Filmorsa

Soli Per Le Strade (1956)

Film di SILVIO SIANO,
Actors : BRUNELLA BOVO, CARLO TAMBERLANI, MARCO VICARIO, TECLA SCARANO, AMEDEO TRILLI, GIULIO DONNINI, RITA LIVESI, LAURA TIBERTI, RINO GENOVESE, UGO D’ALESSIO, NINO FACCIONE, ADRIANO URIANI
Director Of Photography, ROMOLO GARRONI
Composer, FRANCO LANGELLA
Companies, S.T.N. PRODUZIONI CIN.CHE

TRAMA

80 Minutes

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Questi Fantasmi (1954) (THESE GHOSTS)

Un film di Eduardo De Filippo

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Un film di EDUARDO DE FILIPPO
Actors :  RENATO RASCEL, ERNO CRISA, UGO D’ALESSIO, MARIA FRAU, FRANCA VALERI, RINA FRANCHETTI, ROMUALDO BUZZANCA, NINO VEGLIA, ANNA FUMO, EDMONDO GUARRERA
Director Of Photography ROMOLO GARRONI
Composer GIOVANNI MILITELLO
Author EDUARDO DE FILIPPO
Companies SAN FERDINANDO FILM
TITANUS
90 Minutes

Dalla commedia omonima di Eduardo De Filippo: Pasquale e Maria vivono in un fatiscente palazzo napoletano, secondo la leggenda abitato dai fantasmi. L’adultera Maria, scoperta dal marito, riesce a fargli credere che il suo amante non è altro che uno dei fantasmi. Pasquale vuole credere all’inganno, anche contro ogni prova contraria.

 

 

Mio padre Romolo Garroni racconto’ un aneddoto… ” Mentre giravo come Direttore di Fotografia, Questi fantasmi, dovevo preparare su un terrazzo del Vicolo della luce un temporale, nel tardo pomeriggio ho cominciato a provare gli effetti per le riprese notturne, con i vigili del fuoco, le lance d’acqua e le fascine davanti alla macchina da presa che irrorate dovevano far cadere la  l’acqua in primo piano per rendere l’idea della pioggia ed i carboni dovevano creare i fulmini. Finta la preparazione  sono sceso per strada, due popolane romane mi si sono avvicinate sconvolte dicendomi in romanesco che era la fine del mondo e che non capivano più nulla, a Piazza Mastai c’era il sole e qui pioveva… credevano che il  temporale fosse reale, le rincuorai mostrando loro il trucco…”


«La sera della presentazione di Questi fantasmi a Milano, Eduardo De Filippo nel discorsetto tenuto prima del film disse simpaticamente bastargli il pensiero che, come risultato di tanti anni di sforzo indefesso e coscienzioso, il pubblico italiano abbia la sicurezza che, ogniqualvolta entra in un teatro dove lavora un De Filippo, troverà sempre almeno uno spettacolo. E anche stavolta trova uno spettacolo. Sfondando gli angusti confini del palcoscenico, Eduardo si è sbizzarrito ad amplificare smisuratamente il quadro della sua spiritica farsa, trasportandoci in uno di quei nobili e immensi palazzi decaduti di Magnanapoli, e l’estro, l’animazione, la fantasia con cui ha saputo condurre e articolare entro il nuovo spazio la statica trama teatrale, senza perdere fiato e mordente, è una prova che la sua regia cinematografica non ha più paura di niente.

Perché qui De Filippo si presenta esclusivamente come regista, abbandonando ad altri il suo personaggio e la sua creazione. Eduardo senza Eduardo! Non credo che occorra ancora raccontare al lettore cosa succede in Questi fantasmi, mezzo ridevole e mezzo patetica storia di un povero diavolo il quale, non potendosi pagare una pigione, accetta di entrare in un grande appartamento che il proprietario non riesce ad affittare perché nel popolino del quartiere corre la credenza che ci siano gli spiriti. E infatti Pasquale Lojacono ce ne trova uno, per fortuna benefico, che gli imbandisce polli arrosto e gli fornisce biglietti da mille, e invece non è altri che un ricco signore, bene in carne e affatto fantasma, il quale escogita quel trucco per potergli insidiare la moglie; perché gli spiriti hanno sempre dato volentieri una mano agli amanti, come Boccaccio spiega nella novella di Gianni Lotteringhi» (Sacchi).

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Questi fantasmi (1954)
Regia: Eduardo De Filippo; soggetto: dalla commedia omonima di E. De Filippo; sceneggiatura: E. De Filippo, Mario Soldati, Giuseppe Marotta; fotografia: Romolo Garroni; musica: Giovanni Militello; montaggio: Gisa Radicchi Levi; interpreti: Renato Rascel, Maria Frau, Erno Crisa, Franca Valeri, Ugo D’Alessio, Rina Franchetti; origine: Italia; produzione: San Ferdinando Film; durata: 95′
«La sera della presentazione di Questi fantasmi a Milano, Eduardo De Filippo nel discorsetto tenuto prima del film disse simpaticamente bastargli il pensiero che, come risultato di tanti anni di sforzo indefesso e coscienzioso, il pubblico italiano abbia la sicurezza che, ogniqualvolta entra in un teatro dove lavora un De Filippo, troverà sempre almeno uno spettacolo. E anche stavolta trova uno spettacolo. Sfondando gli angusti confini del palcoscenico, Eduardo si è sbizzarrito ad amplificare smisuratamente il quadro della sua spiritica farsa, trasportandoci in uno di quei nobili e immensi palazzi decaduti di Magnanapoli, e l’estro, l’animazione, la fantasia con cui ha saputo condurre e articolare entro il nuovo spazio la statica trama teatrale, senza perdere fiato e mordente, è una prova che la sua regia cinematografica non ha più paura di niente.
Perché qui De Filippo si presenta esclusivamente come regista, abbandonando ad altri il suo personaggio e la sua creazione. Eduardo senza Eduardo! Non credo che occorra ancora raccontare al lettore cosa succede in Questi fantasmi, mezzo ridevole e mezzo patetica storia di un povero diavolo il quale, non potendosi pagare una pigione, accetta di entrare in un grande appartamento che il proprietario non riesce ad affittare perché nel popolino del quartiere corre la credenza che ci siano gli spiriti. E infatti Pasquale Lojacono ce ne trova uno, per fortuna benefico, che gli imbandisce polli arrosto e gli fornisce biglietti da mille, e invece non è altri che un ricco signore, bene in carne e affatto fantasma, il quale escogita quel trucco per potergli insidiare la moglie; perché gli spiriti hanno sempre dato volentieri una mano agli amanti, come Boccaccio spiega nella novella di Gianni Lotteringhi» (Sacchi).
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