Archive for luglio, 2013

IL SOGNO DI UN CAMIONISTA

Cortometraggio regia di Guido LEONI, girato nel 1950, in bianco/nero

citato in due libri : STORIA DEL CINEMA ITALIANO -1949 (p289) e in STORIA DEL DOCUMENTARIO ITALIANO: immagini e culture dell’atro Cinema(p107).



Attraversare – 1970

Documentario ENEL.

Prese la medaglia d’oro per la fotografia.

La centrale di Porto Tolle

Documentario Enel 1970-1971

Napoli canta – 1946

Regia di Roberto Roberti, pseudonimo di Vincenzo Leone

Caorso IV nucleare – 1971

Regia di Walter Locatelli – f. (in Eastmancolor) :

Libio Barto- li, Eliseo Caponera, Artemio Ingegneri

Romolo Garroni Dir. Fotografia

13′ – iniziato nel 1971

(le libro” Le stagioni dell’aquila” : storia dell’Istituto Luce di Ernesto G. Laura)

Realizzazione ENEL

La terra calda – 1977

Regia Walter Locatelli

Documentario

Dir. Fotografia Romolo Garroni

Eliseo Caponera CINESICA CULTURALE, serie di documentari scientifici: 1 . NAPOLI

Realizzazione ENEL

Obiettivo H2O – 1973

Walter Locatelli, 1973

Testo e Commento di Marcello Ramognino

Musica Emilio Bassi

Documentario di 11 minuti

Realizzazione ENEL

Il tema obbligato, per Locatelli, è l’energia elettrica; in questi anni, con tutti i film fatti per l’Enel, ha sviluppato tutti gli aspetti 1970, gli uomini scavano gallerie per impianti idroelettrici, e poi anche “Obiettivo H20 “, del 1972, sui problemi dell’ecologia

 

 

Tigullio Minore – 1947

Regia : DINO RISI

Dir. Fotografia : ROMOLO GARRONI

Italia – 1947

11 Min
Black and White

Locarno

Produzione Mortello Gigi per la Soc. Cortometraggi Milan

Trama

Nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, le vecchie barche da pesca e le reti in ed intorno Tigullio ispirato registi in cerca di colore locale. Sulle spiagge Riviera viaggiatori curiosi osservavano i pescatori locali che svolgono le loro attività, mentre nel piccolo villaggio gli abitanti uniti un corteo funebre al vicino cimitero. -Festival di Locarnoo

 

 

 

Il figlio di Scaramouche e la sua spada (1973)

Produzione: Pumafilm

Direttore: Tiziano Longo

Cast:
Commedia

 

 

 

Le Leonesse – La casa aperta agli ospiti -1971

 Mio padre partecipo’ “au tournage “di questo film nel 1971
Tra i film più misteriosi della cinematografia italiana. Su Le leonesse (o La casa aperta agli ospiti, come titola il 45 giri contenente la colonna sonora – Poppi riporta i due titoli come film distinti, nel “Dizionario dei registi”, ma sono la stessa cosa) non è stato finora scritto nulla, perché nulla si è mai saputo su questo “ufo” diretto da Oscar Righini nel ’70, interpretato da Don Backy. Nella recente intervista apparsa su Nocturno, proprio Don Backy aveva raccontato un paio di aneddoti su quest’opera, che peraltro ricorda essere stata diretta “da un regista col cognome greco” e non da Righini (il francese Henry Zaphiratos, che di fatto sui contratti degli attori è indicato come co-regista del film – vedi foto).
Le leonesse nasceva sulla scorta di un copione scritto dal suddetto Zaphiratos e da Luigi Ambrosini: una storia di taglio psicologico, teatrale, con forti ambizioni autoriali; tanto che la Direzione Generale dello Spettacolo, esaminata la sceneggiatura, aveva espresso qualche perplessità al riguardo: “Lavoro di impostazione psicologica che, pur redatto con cura e con un buon approfondimanto dei caratteri, lascia una certa sensazione di freddezza, per il taglio forse un po’ troppo letterario e quindi non del tutto realistico con cui personaggi e situazioni sono descritti. (….) Perché il film ottenga, dunque, quel successo che tutto sommato meriterebbe, occorrerà buona cura in sede di realizzazione, specie per quanto concerne l’interpretazione”. Le riprese iniziarono il 24/6/’70 e si protrassero per 32 giorni, tra Tirrenia, Torvaianica ed Anzio, malgrado lo script ambientasse la vicenda in una non meglio precisata isola della Sicilia. Il budget del film, messo insieme dalla Vaguar Film di Liana Di Leo e dalla Kilimangiaro Film di Luigi Molozzi ammontava a 128.000.000 e il personale artistico era composto da soli sei attori: quattro italiani (Carla Romanelli, Don Backy/Aldo Caponi, Edda Di Benedetto e il C.S.C. Lorenzo Piani), un’ austriaca (Nadja Tiller) e un francese (Daniel Ceccaldi, la cui presenza, assieme a quella dello sceneggiatore/regista Zaphiratos, lascerebbe presupporre una quota produttiva transalpina, sebbene non risulti sui documenti ufficiali – una parte del budget, d’altronde, proveniva da prevendite estere).
seguito> Alessio Di Rocco
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